giovedì 10 marzo 2016
Not the best decision
Mi spiego meglio, se voi avete una certa automobile e vi accorgete che, ad esempio, la ruota anteriore destra si consuma più velocemente della sinistra, dopo un po' girate le gomme (se non solo le nuove asimettriche), e magari lo dite a qualche amico con la stessa macchina, o al gommista, ma la storia finisce la.
Poi, dall'altra parte del mondo, un'altra persona con il vostro stesso modello e meno attenzione per i pneumatici fa un incidente a causa della diversa aderenza delle ruote su un fondo scivoloso.
In che modo voi avreste potuto avvertirlo? Ovviamente non potevate farlo.
In aviazione le cose sono ben diverse, se un pilota registra un problema, piccolo o grande che sia, lo segnala, viene studiato l'evento per capirne le cause e valutata una soluzione, vengono poi diramate comunicazioni a tutti gli altri piloti della stessa macchina, del tipo "non fate questo altrimenti succede quello" o "se succede questa cosa fate così e così".
Tutto questo parte da un concetto fondamentale: la condivisione da parte del pilota del problema riscontrato.
Cosa succede ora se una compagnia aerea decide di licenziare in tronco il suddetto pilota, e tutti i componenti dell'equipaggio, a causa di un errore che definisce di distrazione, anche se poi viene fuori che la distrazione c'entra molto poco con la faccenda? Nel migliore dei casi tutti gli altri dipendenti smetteranno di condividere quello che succede loro, per paura di essere licenziati, andando a rompere la catena della sicurezza proprio al primo anello, penalizzando tutti, non solo i passeggeri di quella compagnia.
Questo è quello che è successo alla Qatar Airways, che ha deciso di licenziare i quattro membri dell'equipaggio del Boeing 777 che, decollando da Miami, ha colpito le luci di segnalazione a fine pista.
Due parole sull'incidente:
- non è successo nulla ai passeggeri, che probabilmente non se ne sono nemmeno accorti, ma poteva essere una tragedia. I danni all'aereo e alla pista invece sono ingenti.
- pare che il problema fosse come al solito una serie di sfortunati eventi, tra cui:
- notte buia, ma veramente buia
- piloti stanchi
- indicazioni fuorvianti sulla documentazione (due cose diverse identificate con la stessa cifra T1)
Insomma pare che i piloti non si sono distratti, come sostiene la Qatar, ma per varie ragioni pensavano di essere in un punto diverso da quello in cui in realtà si trovavano.
La comunità internazionale sta biasimando la Qatar per questa scelta, ma è difficile pensare che la comagnia possa tornare sui propri passi. Sicuramente è stato fatto un passo indietro nella sicurezza dei voli.
Per chi volesse leggere un interessante articolo, da cui ho preso spunto per questo post, lo trova a questo link (in inglese)
mercoledì 9 marzo 2016
Domani il blog cambia nome
Grazie Avionews
cosa succede se si cerca di aprire le porte in volo
L'uomo in questione, infatti, ha provato ad aprire un portellone di sicurezza sul volo della easyjet da da Marrakesh a Londra, ma è stato fermato dagli altri passeggeri e scaricato in Francia.
Nell'articolo del dailymail si vede l'estrema conseguenza del gesto del folle ubriaco, ossia gli agenti della polizia francese che lo scortano sulla pista, o meglio lo trascinano, visto che il malcapitato non si regge nemmeno in piedi.
Insomma, forse ancora non sapete cosa succede aprendo le porte in volo, se davvero verrete risucchiati fuori (si è vero) o meno, ma sicuramente avete conferma che se sopravvivete all'insano tentativo finirete trascinati dalla polizia in mezzo alla pista mentre gli altri passeggeri vi filmano con i loro telefonini.
martedì 8 marzo 2016
Un sogno che diventa realtà - self-cleaning toilette
Come altro cominciare questo post?
Il gigante aerospaziale ha brevettato un nuovo bagno per i suoi aerei, perché diciamoci la verità, ormai uno dei pochi momenti terrificanti del volo è quando devi urgentemente andare in bagno e ti rendi conto che chi ha usato il servizio prima di te non aveva gradito il pasto all'aeroporto.
Il video, in inglese, spiega come il bagno sia assolutamente touch less, che letteralmente significa "senza tocco", ossia l'utente può fare tutto senza mai toccare con le mani alcuna superficie!
Spero che già questa prima innovazione sia presto portata su ogni bagno di ogni autogrill d'Italia!
Ma le meraviglie non finiscono qui! una luce ultravioletta, generata ad una frequenza tale da non essere dannosa per l'uomo, uccide tutti i germi presenti nel bagno non appena l'inquilino precedente esce.
La tavoletta del WC si alza e si abbassa da sola per esporre alla "terribile" luce tutte le superfici da disinfettare, ed il gioco è fatto, un bagno pulito!
Certo, direte voi, uccidi i batteri, ma il fastidioso ricordino del passeggero precedente rimane la. Questo è vero, ma fortunatamente niente batteri niente odori, sono infatti quei fastidiosi esserini a creare la puzza. Se lo sciaquone automatico non dovesse essere abbastanza potente lo spettacolo continuerà a non essere bellissimo, ma non dovremo più tapparci il naso.
Una cigliegina sulla torta, che temo sarà eliminata se e quando questi fantastici bagni verranno veramente montati su un aereo, è il rubinetto di acqua potabile.
Se e quando verranno montati, ho scritto, perché al momento si tratta di un prototipo, un esercizio di stile che Boeing ha preparato per vincere il premio di miglior innovazione per le cabine degli aerei.
Da li a vederlo montato c'è di mezzo l'economicità dell'investimento. Un bagno futuristico costa di più e consuma di più, e non dà soldi, non direttamente almeno, quindi se le compagnie aere non vedranno un ritorno economico o di immagine nella scelta di questa configurazione, continueranno ad usare il design classico.
Per vedere il video cliccate sull'immagine qua sotto. Buona visione.
lunedì 7 marzo 2016
Video divertenti 1
giovedì 3 marzo 2016
Il post del lunedì 8 (in ritardo)
Oggi parlo di incidenti in fase di decollo.
Come scritto tante altre volte, incidenti non significa necessariamente che qualcuno si sia fatto male, ma, come in questi casi, solamente che l'aereo abbia avuto un qualsiasi problema che potrebbe ridurre la sicurezza del volo.
Volare è e rimane il modo più sicuro di muoversi, per mantenere questo status le compagnie, soprattutto quelle europee e americane, trattano con la massima priorità anche episodi a prima vista banali. Probabilmente se gli automobilisti facessero lo stesso con le loro auto il numero di incidenti si ridurrebbe di molto.
Il primo caso riguarda il volo SG-517 della Spicejet, effettuato con un Boeing 737-900, registrato com VT-SLD.
In fase di decollo l'aereo ha bucato, manon se n'è accorto nessuno, fino a quando sono stati ritrovati i detriti in pista.
L'equipaggio è stato avvisato, e all'atterraggio era tutto pronto per qualsiasi problema, ma non è successo nulla.
Il secondo invece è un caso di bird strike, letteralmente colpo d'uccello o colpiti da un uccello.
Si ha questa situazione, infatti, quando un uccello viene aspirato da uno dei motori, con conseguente collisione ad alta velocità.
Per simulare questo problema in fase di costruzione del velivolo vengono lanciati polli surgelati a circa 80Km/h contro l'aereo.
In questo caso per garantire la sicurezza del volo l'aereo, un Boeing 737-800 della Turkish Airlines, registrato TC-JGG, che già si trovata a oltre 220 km/h, ha interrotto la corsa di decollo, arrestandosi con tranquillità prima della fine della pista, ed è tornato al parcheggio, dove è rimasto fino al termine dei controlli, causando due ore di ritardo al volo TK-973.
giovedì 25 febbraio 2016
Luigi Pascale laurea honoris causa
Cose che non vedremo mai più dal vivo 1
mercoledì 24 febbraio 2016
Paura di volare 3
O meglio atterrare, o meglio ancora il controllo dei documenti all'atterraggio.
Io sono una persona tendenzialmente abbastanza confusionaria, e se non mi sono mai trovato nella situazione descritta da questo articolo di arilive.net lo devo in buona parte a mia moglie.
Dato che l'articolo è in inglese, ecco cosa è successo alla povera topmodel Eloisa Birleanu: di ritorno da Londra, dove aveva partecipato alla settimana della moda, è rimasta bloccata in aeroporto tre giorni e tre notti in attesa che le venisse riconosciuto il diritto di rientrare da suo marito e suo figlio.
Eloisa è, infatti, brasiliana, mentre il marito è rumeno, e i tre vivono in Romania, dove la donna appunto stava rientrando.
Tre giorni e tre notti nella sala d'attesa di un aeroporto è un motivo per cui vale la pena avere veramente paura di volare! Soprattutto perché, differentemente da quanto successo ad Eloisa, spesso succede arrivando al paese che si sta visitando, e non quando si torna a casa. E se uno viaggia per lavoro, o ha solo una settimana di vacanza, tre giorni sono un eternità!
Viaggiare ... leggeri
Viene infatti arrestato mentre è in coda in attesa del suo turno per acquistare un biglietto.
Cosa ha fatto per meritarsi questo? date un'occhiata alla foto qua sotto! (fonte Airlive.net)
lunedì 22 febbraio 2016
Il post del lunedì 7
domenica 21 febbraio 2016
Ed force One, o anche perché un 757 ci andava stretto
A detta del loro frontman, Bruce Dickinson, che piloterà anche l'aereo,
"The greatest benefit of travelling in a 747 is that because of its colossal size and freight capacity we can carry our stage production and all our stage equipment and desks in the cargo hold without having to make any of the immense structural modifications needed to do this on the previous 757"
In altre parole, e in un altra lingua, il 747 permetterà alla band di caricare tutto quello che vogliono senza dover pensare a come infilarlo in un "piccolo" 757
In effetti il precedente Ed Force One non regge il confronto con il colossale quadrimotore
Certo, questa non è una band da minivan, o forse non lo è più, ma quando dicono "appena ci è stata fatta l'offerta di un jumbo in leasing dalla Air Atlantic Icelandic, non abbiamo potuto non prendere l'occasione al volo" è difficile dargli torto!
In rete ormai girano già numerose foto e video di questo pezzo di storia della musica, quindi lascio a chi interessato una ricerca approfondita, qua sotto uno splendido decollo.
mercoledì 17 febbraio 2016
Su cosa basare la propria scelta
- disponibilità e orari(spesso alcune tratte sono coperte solo da una o due compagnie)
- distanza aeroporto (milano Linate contro Bergamo Orio al Serio per capirci)
- prezzo
- comodità sedili (che vince anche su diverse decine di euro in più... io su Ryanair non ci sto. È un problema di non penetrabilità dei corpi: le mie ginocchia vs il sedile davanti)
Stando a questo articolo la qualità (velocità ed affidabilità) del wifi a bordo è uno dei fattori determinanti per la scelta degli americani, tanto che l'America Airlines ha fatto causa al suo provider per interrompere anticipatamente il contratto (la cui normale scadenza era il 2018).
La colpa di gogo? Il suo servizio è scadente confrontato con quello dei competitor.
C'è da dire che in questo noi, che a volte non possiamo nemmeno riaccendere il cellulare anche se ha la modalità aereo inserita, siamo decisamente indietro!
lunedì 15 febbraio 2016
Ancora sui laser verdi
L'aereo era in fase di decollo quando un laser verde ha colpito il co-pilota.
Il pilota ha quindi deciso di invertire la rotta e atterrare nuovamente a Londra, per evitare di dover attraversare l'Atlantico da solo.
A seguito di quanto successo l'unione piloti inglese ha chiesto che i laser vengano classificati come vere e proprie armi, nonostante la loro vendita sia strettamente regolamentata in Inghilterra, sembra sia molto semplice reperire oggetti anche molto potenti attraverso internet.
Purtroppo i controlli della polizia dopo ogni attacco risultano sempre infruttuosi.
Questa volta tutto è andato bene, ma questo tipo di "giochi" potrebbero costare la vita a centinaia di persone.
Il post del lunedì 6
l'Airbus Airbus A300-600ST Beluga
Si tratta di un aereo da trasporto utilizzato dalla Airbus per trasportare pezzi di altri aerei, e la sua particolare forma è ottimizzata per le operazioni di carico e scarico.
Una specie di matriosca di aerei insomma.
Ne esistono solamente 5, e quindi è abbastanza semplice capire perché quello di oggi sia il primo incidente ad essere riportato per questo tipo di velivolo sul sito Aeroinside.
Non è successo nulla di straordinario, data la mancata apertura dei flap in atterraggio l'aereo si è diretto verso un altro aeroporto, con la pista 200 metri più lunga.
L'atterraggio senza flap è un atterraggio fatto ad una velocità più alta, è quindi necessario più spazio dopo aver toccato terra per fermare l'aereo.
Qui trovate l'articolo in questione con altre foto molto belle di questa balena dei cieli.
domenica 14 febbraio 2016
Ecco spiegata la velocità relativa
In altre parole, al fine del volo non importa se è l'aereo a muoversi o l'aria.
Questo è uno dei motivi per cui gli aerei fanno ritardo (quando il vento soffia in senso contrario al loro moto) o arrivano prima (quando il vento soffia a favore) anche se vanno sempre alla stessa velocità (rispetto appunto all'aria).
Si tratta di un cosa difficile da immaginare, perché siamo abituati a misurare la velocità rispetto ad un elemento fisso come il suolo.
Questo video rende molto bene il concetto, il vento è così forte, e nella direzione giusta, che l' 'aereo decolla da solo, in verticale quasi fosse un elicottero.
Una volta perso il contatto con il suolo però non c'è più niente che impedisce all'aereo di farsi portare via dalla tempesta, e infatti lo vediamo volare "in retromarcia".
Quello che succede a questo aereo non è così strano come si potrebbe pensare, il fenomeno è infatti lo stesso che scoperchia case e capannoni durante le tempeste.
sabato 13 febbraio 2016
Sì volava così
Alcune immagini e foto del suo repertorio storico, tutte molto belle, ma per chi non è appassionato di aerei potranno sembrare tutte uguali o quasi.
Questa però non vi lascerà certo impassibili, soprattutto se avete volato di recente con una low cost!
venerdì 12 febbraio 2016
Anche questa è arte
Oltre al video, secondo me bellisismo, dei tre in formazione, anche la spiegazione di come è stato realizzato tutto questo. Perché per far volare così vicini un A380 e due jetman, tutto deve essere preparato perfettamente, non si può improvvisare, nemmeno uno strarnuto.
Esiste anche un sito web dedicato a questo:
http://www.jetman.com/
Il video
La spiegazione
mercoledì 10 febbraio 2016
Cose dell'altro... volo
Invece pare proprio sia vero!
Il volo ML2673 della Air Mediterranee dell'otto di febbraio è arrivato a Parigi con 3 ore di ritardo perché è dovuto fermarsi a Lione per far scendere un uomo che aveva dato inizio ad una rissa urinando (si, facendo pipi) addosso ad un altro passeggero.
martedì 9 febbraio 2016
Ogni atterraggio in realtà è un mancato atterraggio riuscito.
Come ho scritto altre volte, le fasi più critiche del volo sono decollo e atterraggio.
Ogni atterraggio in realtà è un mancato atterraggio riuscito.
Cosa voglio dire con questa frase contorta?
Semplicemente che ogni volta che un pilota porta a terra un aereo, tutto è pronto nel caso in cui qualcosa andasse male e si dovesse ripartire. Se poi tutto va bene, allora l'aereo rimane a terra.
Ed è quello che succede in questo video trovato su AirLive.net, qui lo stesso video su vimeo.
Si tratta di un volo Alitalia AZ222, in arrivo a London City, ossia nel piccolo aeroporto nel cuore di Londra, durante un temporale con i controfiocchi.
L'aereo è costretto a riprendere quota, per i passeggeri a bordo probabilmente solo un po' di mal d'aria e qualche minuto di ritardo.
Buona visione.
lunedì 8 febbraio 2016
il post del luedì 5
Ebbene si, ci si può credere o meno, ma anche gli aerei bucano.
Ogni aereo percorre sulle ruote pochi chilometri per ogni centinaia o migliaia passati in volo, eppure anche le ruote sono fondamentali quanto le ali.
Un aereo con problemi alle gomme non rischia di danneggiare solo se stesso, e i passeggeri a bordo, durante decollo e atterraggio, i due momenti più dlicati del volo, ma rischia anche di danneggiare la pista, rendendo insidiose le manovre di chi viene dopo di lui.
Ecco quindi due articolo su altrettanti aerei che hanno avuto una disavventura da crick.
Il Boeing 737-800 della Westjet Airlines , registrato come C-GVWA stava decollando, quando due copertoni sono esplosi. in quel momento si trovava già a oltre 220 chilometri orari, ma si è fermato a 1300 metri dalla fine della pista, su un totale di 3500m.
Nessun problema ulteriore per l'aereo o per i passeggeri, ma ci sono volute 7 ore e 40 minuti prima che si riuscisse a liberare la pista.
Cambiare una gomma ad un bestione da 56 mila chilogrammi non è uno scherzo!
Il secondo velivolo:
un Douglas MD-83 della Allegiant Air McDonnell, registrato come N877GA
Ha avuto un problema analogo ma in un momento diverso del volo, l'atterraggio.
Anche in questo caso i passeggeri hanno notato appena due piccoli saltelli dell'aereo durante la corsa di atterraggio, e si sono poi sorbiti la scocciatura di dover prendere l'autobus dalla pista, un viaggetto quindi più lungo del solito in piedi e scomodi.
Una nota a parte, non c' è da sorprendersi che siano esplosi due copertoni in entrambi i casi. Per sostenere il peso dell'aereo nel carrello principale ci possono essere anche molte ruote per ogni gamba, accoppiate a due a due. Se una esplode è molto facile che esploda anche l'altra.
domenica 7 febbraio 2016
Poaching: Bracconaggio
Si scrive poaching, si legge assassini.
Poaching e' il termine inglese per bracconaggio.
Una pratica molto diffusa in tutte le aree del mondo dove esistono ancora animali bellissimi con qualche carattaeristica che li rende speciali.
Oggi ad usare la parola assassini non solo solo le organizzazioni animaliste, ma tutto il mondo, cominciando dalle autorita' civili inglesi e tanzane.
Cinque di loro sono stati infatti accusati dell'omicidio di un pilota di elicottero inglese, Roger Gower.
L'elicottero stava sorvolando alcune aree naturali protette del nord della Tanzania in un operazine anti bracconaggio, condotta in collaborazione con l'autorita' locale. Un bracconiere ha imbraccaito l'artigliera e ha puntato la canna contro quello scomodo intruso, facendo fuoco.
Non e' certo la prima volta che il bianchissimo avorio si sporca del rosso del sangue di persone che vogliono proteggere gli elefanti.
Anche se il paese maggior importatore di materiale derivante dal bracconaggio e' la Cina, anche noi possiamo fare la nostra parte, in un senso o nell'altro.
Ogni volta che acquistiamo un oggetto, che sia un soprammobile in avorio, una pelliccia di volpe, un porta documenti in guscio di tartaruga eccetera eccetera, chiediamoci da dove viene quel materiale, chiediamoci quale mercato stiamo alimentando.
Se volete maggiori informazioni riguardo all'elicottero abbattuto potete partire da questo articolo di abcnews, o cercare il nome del pilota su google.
venerdì 5 febbraio 2016
Perché è giusto aver paura di volare qualche volta: i laser verdi
Sto parlando di terrorismo, ma non di quello delle bombe, chi fa esplodere gli aerei di solito ha uno scopo, lo fa per una ragione più grande, che ovviamente io non condivido.
Sto parlando di un terrorismo che potrebbe sembrare una ragazzata, se non ci fossero di mezzo le vite di centinaia di persone.
Cosa succede? be avete presente i puntatori laser? quelli che si comprano per pochi euro fanno una lucina rossa e finiscono le pile in due giorni? ecco, ne esistono di molto più potenti, in alcune aziende ci tagliano pezzi di metallo.
Ne esistono di molto potenti e anche trasportabili, così potenti che se li puntate negli occhi di una persona che si trova a diversi chilometri, a volte decine, da voi per un secondo la rendete cieca per un po'.
Certo, penserete voi, e come diavolo faccio a puntare un laser sugli occhi di una persona lontana decine di chilometri se riesco a malapena a centrare il WC quando faccio pipi (vale solo per i maschietti, spero)?
La risposta è: basta sapere esattamente dove si trova questa persona e avere visuale libera, niente alberi, niente case, niente di niente tra di voi.
Se uscite e vi guardate attorno scoprirete velocemente che l'unica direzione dove non c'è nulla per decine, centinaia e migliaia di chilometri è verso l'alto.
E cosa passa di tanto in tanto sopra la vostra testa? ma certo, tanti simpatici aeroplanini.
Certo colpirli metre sono lassù non è facile, l'aereo si muove a ottocento chilometri orari, più o meno, metti anche che c'è vento vorte diventano seicento, e si trova tra i 10 e i 12 chilometri di distanza se siete esattamente sotto di lui, poi è piccolo, e non ha finestrini sulla pancia, insomma come fai ad essere sicuro che lo hai colpito? e chi se ne accorge oltre a te? Poi se lo fai di giorno non si vede, di notte non vedi l'aereo ma se hai fortuna solo le luci alle estremità delle ali... insomma non c'è gusto.
Quando colpire allora? ma ovviamente durante l'atterraggio. L'aereo è alla minima velocità possibile, tra i centocinquanta e i duecento all'ora, parallelo al terreno, basso, e mirando alla cabina di pilotaggio si riesce anche a vederla illuminarsi di verde, poco ma forse basta per gasarsi.
Cosa succede dentro la cabina? be spesso il pilota viene beccato in pieno, del resto i vetri sono messi in modo che lui possa guardare fuori, e mentre atterra ovviamente sta guardando fuori, quindi se colpite la cabina è molto probabile colpire il pilota.
Pilota che in uno dei momenti più delicati del volo, mentre l'aereo è già preparato ad uno schianto controllato con il suolo, viene reso cieco dal vostro simpatico laser.
Non ci vuole un brevetto per capire che non è un buon momento per non vedere più nulla, perché se è vero che l'aereo è anche in grado di atterrare da solo, lo fa solo se tutti i comandi sono stati dati correttamente, e se non ci vedi più come li schiacci i tasti e come muovi le levettine?
Qualche numero sulla situazione? qui la situazione in America, con i numeri in continua crescita.
Cosa si può fare per fermare questa emergenza? nulla, a meno che non conosciate uno dei colpevoli, in quel caso non denunciarlo per tentata strage significherebbe essere complici.
E a questo punto è giusto che abbiate paura mentre volate, paura che il vostro amico abbia deciso di mirare proprio al pilota del volo con cui state atterrando.
giovedì 4 febbraio 2016
Paura di volare 2
Torno sull'argomento paura del volo e, purtroppo, non posso non ripetere per l'ennesima volta quanto vi sarete già sentiti dire milioni di volte.
Non solo volare è sicuro, ma è sempre più sicuro ogni anno che passa.
Ecco un articolo da Aviation Safety Network sicuramentei nteressante da leggere. L'articolo è in inglese, ma in poche parole spiega come il 2015 sia stato l'anno con il minor numero di incidenti negli ultimi 10 anni.
Un dato molto interessante riportato nell'articolo è il numero di voli, 34 milioni, e il conseguente rapporto con gli incidenti: uno ogni 4 milioni e 857 mila.
è molto più facile
- fare 5 al superenalotto (1 probabilità su 1 milione e 250 mila)
- vincere la lotteria (1 probabilità su 2 milioni e 500 mila)
- fare 14 al totocalcio (1 probabilità su 4 milioni e 783 mila)
- ...
Esplosione in aria a mogadishu, Daallo Airlines Airbus A321-100, registration SX-BHS performing flight D3-159
Al momento non ci sono informazioni ufficiali da parte delle autorità, quindi non è possibile dire con certezza cosa sia successo.
Le considerazioni che girano per la rete partono da poche foto e un paio di video ripresi dai passeggeri durante il volo, o a terra dopo l'atterraggio di emergenza.
Ciò che si sa con certezza è che il volo D3-159 da Mogadishu (Somalia) a Djibouti (Djibouti) è decollato e mentre si trovava a circa 3000 metri di quota al suo interno c'è stata un esplosione che ha aperto un grosso foro sul fianco dell'aereo, sopra l'ala.
Un passeggero è volato fuori, è stato trovato un corpo a circa 30km di distanza dall'aeroporto di partenza e si pensa sia il suo.
Il resto delle persone a bordo, 81 in tutto, è arrivato a terra vivo, due feriti, uno sembra sia italiano, l'altro finlandese.
Uno dei piloti è italiano, di Bergamo, ma al momento non ha lasciato dichiarazioni.
- il blog aviazionecivile.org, dove vengono analizzate le informazioni disponibili in modo motlto interessante
- L'eco di bergamo, che riporta la notizia e una breve comunicazione con il copilota italiano
- news.com.au con un lungo articolo, in inglese, con foto e video
- airlive.net uno dei primi portali a riportare la notizia
- the aviation herald, interessanti i commenti dei lettori in calce all'articolo
martedì 2 febbraio 2016
Un nuovo giocattolino
Si tratta di un aereo preso in leasing, quindi non acquistato, almeno quello!
Si tratta di un aereo decisamente grande,
lungo 68 metri (un campo da calcio ne misura 110)
largo 63,5 metri
alto 17,3 metri.
Può portare in volo 43,3 tonnellate, normalmente trasporta poco meno di 300 passeggeri
La cabina ha un superficie di circa 280 metri quadri. Io sto cercando un appartamento di 80 per la mia famiglia...
I dati li ho presi dal sito della Airbus
Ma quanto costa un coso così? stando a wikipedia nel 2011 costava 180.6 milioni di euro, però comprarlo nuovo. Questo è di seconda mano, volava già nel 2012 quindi ha almeno 3 anni, ed è in leasing.
Se qualcuno sa come si fa a sapere quanto costa... io non trovo niente sui siti istituzionali!
Ma quali e quanti aerei aveva già a disposizione lo stato italiano? anche qua non è facile rispondere.
Stando al sito dell'aeronautica militare almeno:
3 Airbus A319CJ
1 Falcon 900EX
2 Falcon 50 (molto vecchi in effetti)
Mi fermo qua per non entrare in affermazioni polemiche o di cui sarebbe ancora più difficile dimostrare la fondatezza. Riporto però il link ad un articolo dell'Espresso in cui viene riportata la posizione dell'EX capo di stato maggiore Tricarico sulla faccenda.
Qui altre informazini di poca importanza sull'aereo.
lunedì 1 febbraio 2016
il post del lunedì 4
Temevo di non avere nulla di interessante da scrivere oggi, sempre che quello che scrivo normalmente sia interessante, ed invece! ecco qua:
articolo
Di cosa si parla?
Be del volo BA-295 da Londra Heathrow a Chicago O'Hare della British Airways.
Si tratta di un volo intercontinentale fatto con un aereo gigantesco, il boeing 747, quello con i due piani solo sul muso per intenderci.
Uno di quei voli in cui ti siedi comodo e se non ti sei portato qualcosa di interessante da fare speri di riuscire a dormire almeno un po'.
Be, ecco cosa è successo dal punto di vista del controllo del volo:
Decollo perfetto
Volo perfetto per un po', non molto in realtà. Sopra l'Irlanda un non meglio precisato (nell'articolo) problema tecnico, e con un problema tecnico non si va avanti, quindi rientro a Londra.
Calcolo dei pesi per l'atterraggio, scarico del carburante per rientrare nel range di sicurezza, apertura carrelli.
Seconda emergenza: L'aereo ha 5 carrelli: uno sotto il naso, due in mezzo alle ali sotto la pancia e altri due sulle ali, un po' più indietro rispetto a quelli sotto la pancia.
Se ne aprono solamente 3: quello sotto il naso e i due sotto la pancia!
Manovra perfetta del pilota, atterraggio su tre carrelli, passeggeri fatti scendere con ordine per evitare che l'aereo si sieda sulla coda.
Insomma un volo di quelli che ti tengono con il fiato corto fino a che non scende l'ultimo passeggero e chiudi le porte. Sembrerebbe esserci abbastanza materiale per un film, forse una trilogia se J.J. fosse stato a bordo.
Ed ecco come l'hanno vissuta, più o meno, i passeggeri:
Decollo, siamo partiti, chissà se siamo puntuali, che noia dover tenere il cellulare e il computer spenti, e pure il coso con i film, chissà cosa danno.
Volo qualche titolo decente c'è, speriamo che il tempo passi in fretta. Il tizio di fianco a me si è tolto le scarpe se mi arriva la puzza di piedi mi incazzo.
Ci hanno detto che c'è un problema tecnico, torniamo indietro, ma questi sono tutti scemi! io ho un appuntamento a Chicago! Cosa credono che mi faccio tutte ste ore di volo per divertimento?
Ora dicono che atterriamo di nuovo a Londra! qui mi sentono! Appena scendo mi metto ad urlare, ma ti pare che un volo così lungo e lo fanno tornare a Londra? non c'erano aeroporti più vicini?
Ora stiamo girando intorno. Possibile che ci facciano perdere altro tempo? ma non dovremmo avere la precedenza sugli altri? la gente si sta innervosendo qua!
Finalmente cominciamo a scendere
Ci hanno detto che i carrelli non sono scesi completamente, ma che diavolo vuol dire? e perché stiamo andando giù lo stesso? non possono ripararli e poi farci scendere? Se fosse un film qualcuno ora sarebbe appeso sotto all'aereo cercando di aprire il carrello.
Siamo atterrati, metà della gente stringeva i braccioli fino a farsi sbiancare le mani, ma non è successo nulla, nemmeno uno scossono, che pizza.
Ecco adesso dicono che devono scendere prima quelli in coda all'aereo. Ma possibile che io ho pagato la business e devo scendere dopo? ma siamo impazziti? io devo arrivare a Chicago il prima possibile! Almeno adesso posso usare il cellulare, aspetta che chiamo in azienda! E cosa dico? che sono ancora a Londra? quelli mi prendono per scema.
Ok, forse questo passeggero ha origini italiane visto quanto si lamenta, ma penso abbia reso l'idea di quanto può essere sembrato avvincente il viaggio in emergenza per chi era a bordo.
domenica 31 gennaio 2016
Paura di volare 1
Spesso, anzi, sentirsi continuamente ripetere le stesse cose peggiora la situazione.
Tra queste paure c'è quella di volare. Non è una paura irrazionale al cento per cento, perché gli incidenti gravi in volo succedono, ma per lo stesso motivo bisognerebbe avere puara anche quando si sale in macchina, in treno o in nave, quando si accende il gas a casa o quando si fa un giro in bicicletta in cittaà
Anzi, forse, se avessimo la stessa paura quando guidiamo probabilmente le strade sarebbero molto più sicure! E se tra i pochi che leggeranno questo post c'è il delinquiente che mi ha tagliato la strada l'altro giorno solo perché stavo rispettando il limite, sappia che per gente come lui io ho paura quando giro in macchina con mia figlia.
Di incidenti in volo ne succedono tanti, ma proprio tanti, ma pochissimi sono gravi, quasi nessuno.
Perché allora tutti siamo in grado di citare almeno 3 gravi incidenti aerei, ma ci viene molto più difficile per incidenti navali, ferroviari o semplicemente domestici?
Gli aerei sono oggetti estremamente complessi, con milioni di parti che interagiscono tra loro, e come tutte le cose, più sono complesse più facilmente si rompono, ma la buona notizia è che quasi sempre l'aereo atterra, viene aggiustato, e poi torna a volare, e nessuno si accorge di nulla.
Probabilmente se si applicassero ai treni le stesse normative stringenti che vigono per gli aerei trenitalia non avrebbe più convogli su cui farci viaggiare.
Ogni dettaglio che non corrisponde alla perfezione viene infatti trattato in aeronautica come un emergenza, in Europa, e ogni volta che capita un incidente, anche se ad accorgersene è stato solo il pilota, ne vengono studiate le cause e trovata una soluzione per evitare il ripetersi del problema.
Qualche esempio?
Un po' di anni fa un aereo è caduto in mare tra la sicilia e la calabria, l'indicatore del carburante montato dopo una riparazione non era fatto per quel modello di velivolo ma per il suo fratello maggiore. La ditta costruttrice aveva utilizzato la stessa forma, e i due diversi pezzi potevano entrare facilmente uno nell'alloggio dell'altro.
Scoperto l'arcano tutti gli aerei sono stati ritirati e modificati affinché questo non potesse più succedere.
Qualcosa di più recente? il famoso volo Airfrance caduto in mare mentre tornava dal Brasile. Un problema di ghiaccio su alcuni sensori esterni, il computer non sa cosa fare e quindi tocca al pilota, si tratta di una manovra di emergenza, e il pilota sbaglia perché non è addestrato abbastanza, ormai gli aerei si pilotano tutti da soli.
Da allora è obbligatorio per tutti i piloti delle compagnie che decollano o atterrano in Europa fare dei corsi extra per le manovre di emergenze.
La maggior parte di loro non vedrà mai una situazione di emergenza in tutta la loro vita nemmeno quando volano da passeggeri.
Quindi per concludere, si, anche negli aerei le cose si rompono, ma se ne devono rompere veramente tante prima che l'incidente sia grave, e più passa il tempo più volare è sicuro perché più provvedimenti vengono presi per risolvere i problemi, anche se si verificano una volta ogni migliardo di voli.
sabato 30 gennaio 2016
Il post del lunedì 3 (in ritardo)
Fortunatamente nessuno legge questo blog, quindi nessuno è rimasto deluso dalla mancanza del post lunedì scorso.
Il vero problema per me sarà domani, se scriverò un quarto post del lunedì, trovare qualcosa da scrivere... ma a questo penserò domani.
Intanto ecco ben tre articoli, i primi due sono simili, riguardano aerei che hanno cominciato il decollo e lo hanno interrotto.
Avete presente quando siete seduti, cinture allacciate, l'aereo si è mosso, ha fatto un po' di strada, pian pianino, poi si è fermato, poi si è mosso di nuovo facendo una gran curva e si è fermato di nuovo? ecco a quel punto sapete che la prossima cosa che succederà sarà il decollo. Vi mettete comodi, in attesa di essere gentilmente schiacciati contro il sedile dall'accellerazione, sicuri che le fastidiose vibrazioni che salgono dall'asfalto smetteranno appena le ruote si saranno staccate dal suolo.
Pochi forse pensano che quello è il momento più pericoloso di tutto il volo, ma fortunatamente gli aerei e gli aeroporti sono pensati per evitare incidenti anche in questo caso.
Nei seguenti due articoli siamo, appunto, durante il decollo, motori a piena potenza, tutti educatamente seduti in attesa, nel secondo aereo c'erano solo 3 persone, ma va bene lo stesso, quando ecco che uno dei motori si spegne.
Cosa succede poi? Niente. I piloti fanno rallentare l'aereo prima della fine della pista, e tornano buoni buoni a parcheggiarlo all'aeroporto.
Cosa sarebbe successo se la pista non fosse stata sufficiente?
Per decidere se un certo aereo può decollare da un certo aeroporto si fanno vari calcoli, tra qui il fatto che in caso di avaria di un motore possa fermarsi prima della fine della pista, o decollare con un motore solo, sempre prima della fine della pista. Se l'aereo è caricato bene e non ci sono altri problemi non è quindi possibile schiantarsi contro le piante o le case pacificamente in attesa davanti all'aereo.
Se un aereo decolla con un motore solo, sale lentamente, va in una zona precedentemente predisposta per scaricare il carburante, si libera del peso in eccesso (il peso massimo possibile al decollo di un aereo è superiore a quello massimo possibile all'atterraggio, tanto durante il volo consuma carburante) e torna ad atterrare, un voletto di una quarantina di minuti di solito senza nessuna emozione per i passeggeri.
Una piccola perla nel secondo articolo, in cui viene detto che il problema è stata la mancata rimozione di una copertura da un motore, sapete quelle cose che si vedono nei film "remove before flight" ... ecco non era stata tolta!
articolo 1
articolo 2
Il terzo articolo invece parla di un aereo che ha avuto un problema ai flap durante l'atterraggio
I flap sono quei pezzi dell'ala nella parte posteriore che durante il decollo e l'atterraggio si muovono verso la coda e verso il basso.
In pratica fanno diventare l'ala più grande e quindi l'aereo può volare anche a velocità più basse, in questo modo quando le ruote toccano terra i passeggeri vengono sballottati di meno. Durante il volo vengono chiusi perché tanto l'aereo va veloce, e quelli fanno anche una gran resistenza, ossia frenano, e quindi fanno consumare più benzina.
Insomma questo aereo stava atterrando, ha provato ad aprire i flap, ma questi non si sono aperti. Tutto bloccato chiuso.
Il pilota ha chiamato la torre di controllo e ha fatto un atterraggio di emergenza, e indovinate un po'... i passeggeri non si sono accorti di nulla.
Ebbene si! Succede, non così raramente, che l'aereo atterri in emergenza, ma che in realtà noi passeggeri non lo sappiamo. Questo perché gli aerei sono fatti così bene che anche se hanno dei problemi, funzionano bene lo stesso, ma in aeronautica è meglio gridare al lupo e tenersi pronti al peggio anche se poi si tratta solo di un cagnolino coccoloso.
Anche in questo caso l'errore era stato umano, non era infatti stata eseguita una procedura predecollo sul velivolo.
articolo 3
lunedì 18 gennaio 2016
Il post del lunedì 2
Parliamo di due diversi episodi.
Il primo riguarda un aereo in volo tra l'America e l'Inghilterra. L'aereo voleva volare a FL350, che significa Fly Level 350 ossia livello di volo 350, che sta per 35 mila piedi, in pratica 10700 metri.
Ma in cielo c'è una regola, che gli aerei non possono volare troppo vicini l'uno all'altro, e quindi se ad una certa altezza c'è già un altro aereo che sta facendo più o meno la stessa strada, tu devi andare più su o più giù. E il nostro aereo è dovuto salire a FL360, circa 300 metri più su.
Si sa che più in alto si va più l'aria è fredda, non lo sapevi? be, il mondo ha un riscaldamento a pavimento, ossia è la terra che scalda l'aria, e quindi più ci si allontana dal suolo... be chi ha il riscaldamento a pavimento a casa sa bene come funziona.
Insomma questi stavano li tranquilli a quota FL360, quando l'aereo ha cominciato ad avere freddo, o meglio il carburante ha cominciato ad avere freddo. Questo è strano perché gli aerei dovrebbero poter volare tranquillamente anche più su di FL360, ma c'era un probelma. Poco male, hanno chiesto di scendere, hanno dovuto dichiarare emergenza, così la torre di controllo ha spostato gli altri aerei che stavano più in basso e ha permesso loro di scendere fino a FL310, e li finalmente il carburante si è scaldato abbastanza.
Ma che temepratura c'è a quella quota? be ovviamente dipende da se è giorno o notte, se c'è vento e tante altre cose, ma più o meno a FL360 ci sono -56°, al più modesto FL310, 9500 metri, ci sono ben -43°.
Al solito qui trovate l'articolo di riferimento
La seconda storia potrebbe essere tratta da un libro triller.
Un enorme aereo cargo carico di bombe, in viaggio dalla Bielorussia all'Arabia Saudita per rifornire la guerra nello Yemen, ha toccato la pista con uno dei motori durante l'atterraggio.
Cosa è successo? non si sa. O meglio, non lo vogliono dire, nessuno degli attori coinvolti, ossia l'ente per l'aviazione bielorusso, la compagnia aerea che aveva effettuato il trasporto e la Boeing, ha detto a chi sta investigando sull'accaduto cosa è successo.
Cosa stanno nascondendo? non si sa.
Quanto è stato pericoloso? be... le bombe non si sono certo spaventate, il pilota... immagino abbia perso un po' di peso..
Qui l'articolo
martedì 12 gennaio 2016
Blue ice, che non è una droga sintetica, almeno in questo caso
Titola così oggi treviso, e non è difficile immaginare una hostess troppo zelante che svuota un sacco pieno di cacca fuori dal finestrino dell'aereo.
Per fortuna la verità è diversa, anche se non poi così tanto.
Anzitutto no, non è normale che succeda e no, agli aerei non è consentito pulire le toilettes in cielo.
Purtroppo capità (non così spesso visto che stando a wikipedia sono stati registrati in america solamente 27 casi tra il 1979 e il 2003) che ci siano piccole perdite. Il liquame che fuoriesce, misto a disinfettante e acqua, si ghiaccia, visto che lassù si va anche a -60°C, e rimane li attaccato finché l'aereo non scende di quota, quando poi l'aereo scende di quota e la temperatura sale il pezzo di giaccio si stacca e ... bum, cade.
Questo cosa significa? che se siete veramente sfortunati, l'unica aereo tra i milioni in volo che nei prossimi tre o quattro anni avrà questo problema potrebbe far cadere una palla di ghiaccio blu vicino a voi.
Mi raccomando non provate a leccarla!
lunedì 11 gennaio 2016
Il post del lunedì
Il mondo è pieno di buoni propositi, ognuno ha i suoi, e anch'io ogni giorno ne formulo migliaia. ora è il turno del "riproviamo con il blog sugli aerei"... vediamo quanto dura.
Da un po' sono iscritto alla newsletter di aeroinside.com, una velocce rassegna dei più interessanti incidents occorsi agli aerei in giro per il mondo.
Attenzione, incident è diverso da accident (wikipedia Aviation accidents and incidents)
E allora ecco la mia idea di oggi, scegliere a mia volta un incidente tra quelli riportati da aeroinside, e pubblicarlo.
Perché? be, non mi aspetto certo di diventare famoso copiando quanto scritto da altri, ma almeno intanto tengo vivo il blog.
Poi spiegando in italiano il senso di quanto scritto nell'articolo forse aiuto i più pigri che non amano l'inglese...
Oggi parlo di un ATR72 che è atterrato corto in Brasile.
Si tratta di un aereo mediamente piccolo, di quelli per i voli brevi, con l'ala attaccata sopra la fusoliera e le eliche attaccate sotto l'ala.
Pare che il tempo non fosse dei migliori, e il pilota ha un po' preso male le misure, andando a toccare il suolo 300 metri prima dell'inizio della pista.
Anziché asfalto l'aereo ha appoggiato le ruote in un campo di soia, immagino con somma gioia del contadino. Che poi perché uno deve coltivare la soia proprio sul sentiero di discesa di un aeroporto, che poi la vende inquinata con tutti i gas di scarico... ma tant'è.
Insomma dopo aver fatto un paio di solchi con le ruote sul campo di questo tizio l'aereo ha pure preso dentro la recinzione, tenuta in piedi da simpatici quanto robusti paletti di cemento.
A quel punto, dopo aver percorso una trentina di metri, il pilota ha tirato su di nuovo il muso ed è atterrato normalmente in pista.
Sicuramente un'avventura da raccontare per i passeggeri, per fortuna nessuno si è fatto male, ma l'aereo starà fermo un po' per riparazioni!
Qui l'articolo:
https://www.aeroinside.com/item/6870/passaredo-at72-at-rondonopolis-on-jan-9th-2016-landed-short-of-runway-took-out-airport-fence?utm_source=newsletter&utm_campaign=20160111
Se state pensando "oddio se succedesse a me..." sappiate che in europa è quasi impossibile. tutti gli aeroporti dispongono ormai del sistema di atterraggio strumentale ILS, che guida automaticamente gli aerei fino al contatto con la pista. In pratica i piloti servono solo per dire all'interfono "signori e signore siamo atterrati a ... grazie per aver volato con noi".







