martedì 31 maggio 2011

e anche questa se ne sta andando

certo non fa piacere leggere queste notizie ma purtroppo nemmeno sorprendono più. Alenia ha commesso in passato numerosi errori passando da partner di eccellenza per Boeing a palla al piede di cui disfarsi.
Lo sguardo al futuro non è roseo, l'industria italiana sta soffrendo e se è vero che la crisi non ha avuto gli effetti drammatici visti in altri paesi, è anche vero che da ben prima della crisi non vi è un vero slancio in avanti, una crescita che permetta di vedere un po' di luce nel futuro.
Per l'Alenia non resta che aspettare e vedere se Boeing farà veramente questo passo, nel frattempo una qualsiasi azienda farebbe un controllo interno, aumenterebbe gli standard di qualità, cercherebbe i responsabili di questa situazione, e li cercherebbe tra i "piani alti" dell'azienda. Alenia invece? ... mah

lunedì 30 maggio 2011

money...

così cantavano i Pink Floyd un bel po' di tempo fa, e sempre di soldi si tratta, quando ci si chiede perché l'Italia deve comprare 131 velivoli F35, avanzatissimi caccia americani?
Ora l'america sta rispettando i tempi di consegna, più o meno, e Roberto Cota è stato addirittura impressionato dall'efficienza americana.
Ma la domanda rimane, perché per avere 10000 posti di lavoro, (sarà poi vero?) l'Italia dovrebbe spendere 13 miliardi? 13 miliardi per 10000 persone sono 1 milione e 300 mila euro a persona, ossia lo stato potrebbe dare uno stipendio di 25000 euro all'anno a testa per 52 anni con la stessa cifra. Merita anche una riflessione il profilo del candidato tipico per un lavoro di questo tipo, ossia un ingegnere aeronautico con diversi anni di esperienza sulle spalle, sicuramente non un giovane disoccupato al primo impiego.
Certo, è necessario aggiornare la nostra Arma, perché sia mai che qualche cattivone non decida di invaderci, quindi dobbiamo essere pronti a difenderci con le unghie e con i denti. Poco importa se abbiamo già comprato 121 EFA typhoon a 80 milioni di dollari ognuno, ora forse abassati a 96, se abbiamo 24 F16 e 76 Tornado perfettamente funzionanti.

In conclusione non saprei dire quale sia il vero motivo per cui l'Italia ha deciso di acquistare questi velivoli, sicuramente potenzieranno notevolmente il nostro sistema d'arma, ma questo potenziamento a cosa servirà? Sicuramente daranno posti di lavoro, ma qualsiasi altra opera pubblica avrebbe dato gli stessi posti con meno investimento.

Ormai credo che l'Italia non si possa più tirare indietro, speriamo che prima o poi il vento cambia anche nella politica nazionale e che certi scempi economici non accadano più

"the future another step closer "

E forse davvero tra qualche anno andremo a lavoro in uno di questi strani aggeggi... sperando che possano aiutare ad evitare il traffico, anche se ho qualche dubbio in proposito.
Mi chiedo se, guardando le prime automobili, i nostri avi fossero scettici e divertiti quanto lo possiamo essere noi ora guardando questo manichino volare, e se stiamo veramente vivendo una rivoluzione nel modo di muoversi paragonabile al passaggio dal cavallo al motore a combustione interna.
Qui trovate qualche dettaglio in più sul perché questo volo è così importante per l'azienda

venerdì 27 maggio 2011

E se dovessi smettere di usare la tua auto perche' dall'altra parte del mondo qualcuno ha perso il controllo in curva?

Quello descritto nel titolo e' sicuramente uno scenario poco convincente, ma se ci sapostiamo dal mondo automobilistiico a quello aereo scopriamo che queste cose succedono.
Senza dubbio questo e' uno dei motivi per cui volare e' il modo piu' sicuro di spostarsi!
Ricapitolando, e' successo una sola volta in 4 anni che un velivolo falcom 7x della dassault abbia avuto un problema, eppure in conseguenza a questo unico episodio l'easa ha deciso di bloccare a terrra tutti e 112 i velivoli operanti nel mondo.
Un po come, appunto, se, dopo un problema di stabilita' di una sola vettura, e dopo che quelb particolare modello aveva superato senza problemi i primi 4 anni di vita in tutto il mondo, una autorita' costringesse in garage tutte le vetture di quel modello sparse nel mondo.
Forse se auto, moto, treni ecc. Copiassero anche solo l'1% dei parametri di sicurezza che gli aerei sono costretti a rispettare gli incidenti si ridurrebbero notevolmente.

mercoledì 25 maggio 2011

il giallo dell'MA-60

L'MA-60 è un velivolo da trasporto regionale prodotto in cina.
Oggi un paio di notizie contrastanti lo portano all'onore della cronaca in due modi completamente differenti.
La prima parla di un ordine di 4 esemplari per una non meglio identificata compagnia peruviana. Notizia quindi positiva per la Xian, l'azienda produttrice. La seconda Invece dipinge uno scenario ben diverso dove il modello di velivolo viene considerato non adatto ad operare in ben tre aeroporti indonesiani per motivi di sicurezza.

Una piccola nota a margine è il grossolano errore fatto da AFP che ha messo una foto di un ATR 42-200 anziché dell'MA-60.

oggi come allora...

una volta la maggior parte delle perdite di velivoli in guerra era dovuta ad incidenti o malfunzionamenti e non all'azione del nemico. Oggi invece, a quanto pare, pure.
Solo che oggi gli aerei costano solamente 23 milioni di dollari.

volete un soprammobile?

La vendita di relitti di aerei incidentati da parte degli assicuratori è pratica comune o almeno così recita questo articolo riguardante l'aereo ammarato nell'Hudson un paio d'anni fa.
Ed in effetti ora l'aereo verrà trasportato in un museo ad imperitura memoria dell'impresa.
Le aste di velivoli incidentati sono cosa comune anche in Italia.
A questo punto non rimane che stare all'erta per non perdere le prossime aste!

martedì 24 maggio 2011

Airbus: il futuro visto dagli studenti

Nel settembre 2010 Airbus lancia un concorso: Fly your Idea in cui chiede a studenti di tutto il mondo di pensare come rendere più ecologicamente compatibile uno di questi momenti della vita del velivolo: design, supply chain, produzione, funzionamento o fine vita.
La notizia di oggi è che sono stati scelti i 5 finalisti come riportato anche nel sito del progetto.

Questi i finalisti:
Chile - Team Condor, Universidad Technica Federico Santa Maria - for their novel alternative design for an aerodynamic speed brake that would recover energy for on-board reuse.
China - Team Wings of Pheonix, Nanjing University of Aeronautics and Astronautics - for their suggestion of a ground-based wind power generation system derived from aircraft wakes.
India - Team O3, Indian Institute of Technology Roorkee - for their proposed approach to prevent icing by the use of water - repelling polymer coatings.
Malaysia - Team Msia on Mars, Universiti Kuala Lumpur Malaysian Institute of Aviation Technology - for their idea to use biodegradable materials from Kapok tree fibres for aircraft thermal and acoustic insulation blankets used for aircraft cabins.
Sweden - Team SSE, Stockholm School of Economics - for their formulation of an ECO points scheme to promote environmentally-friendly flying.

Personalmente considero tutti i progetti innovativi e interessanti. I progetti cileno e cinese sembrano essere abbastanza complicati, va quindi valutato attentamente il rapporto costo/beneficio da essi derivante.
Il progetto malese ha a sua volte un punto interrogativo relativo alla ecosostenibilità dell'utilizzo in termini massicci dell'albero Kapok.
Il progetto Svedese è sicuramente il più attuabile, anche se non riguarda propriamente i velivoli ma le compagnie aeree.
Il progetto indiano rimane quindi, a mio parere, il migliore. Attualmente i grandi velivoli utilizzano l'energia elettrica prodotta tramite i motori per tenere la superficie del bordo d'attacco delle ali ad una temperatura sufficientemente alta da far evaporare completamente ogni goccia d'acqua che ne entri in contatto. Questo richiede un quantitativo enorme di energia. La possibilità di eliminare questo consumo porterebbe ad un risparmio di carburante notevole.

Attendiamo i prossimi sviluppi per vedere cosa ne pensa Airbus!

lunedì 23 maggio 2011

"il carrello non si apre (video)" solo che nel video l'aereo ha il carrello aperto

Come ho già detto, non pretendo che i giornalisti di repubblica siano esperti in tutto, ma almeno che guardino un filmato prima di scriverne il titolo...
Per chi fosse interessato a sapere cosa effettivamente è successo questo articolo è molto più chiaro e completo.
In poche parole, dopo il decollo il velivolo ha registrato un mal funzionamento ad una delle tre ruote del carrello posteriore sinistro.
Ovviamente ha dovuto rientrare all'aeroporto di partenza per effettuare un atterraggio di emergenza.
Poiché i velivoli possono decollare molto più pesanti di quanto invece possano atterrare prima di atterrare il pilota ha dovuto consumare abbastanza carburante per alleggerire l'aereo.
Alla fine non solo l'aereo è atterrato senza problemi ma ha effettuato il taxy, ossia si è spostato da solo, fino alla piazzola di sosta e i passeggeri sono scesi incolumi, forse solo un po' scocciati del ritardo.
Le cause del problema ancora non si sanno, è un velivolo molto nuovo, hanno detto dalla compagnia aerea, ed è normale che vi possano essere piccoli guasti... speriamo che i piccoli guasti siano sempre risolvibili in un modo così semplice!

una volta era il maiale, ora il pollo

Una volta si diceva del maiale che fosse l'animale di cui non si butta via nulla. Oggi tocca al pollo vedere riciclata ogni parte del suo corpo, compreso gli scarti di grasso.
La Nasa ha deciso di testare un carburante fatto appunto con il grasso di pollo per verificare il suo impatto ambientale, a quanto sembra molto efficacemente.
Chissà cosa ci riserva il futuro!

un contratto da 11 miliardi di dollari

L'MMRCA (medium multi-role combat aircraft) è una gara indetta dal governo indiano per sostituire i vecchi MIG attualmente in forza alla sua aeronautica IAF.
La notizia torna alla ribalta in questi giorni perché dopo che ad aprile la lista dei contendenti si è accorciata a soli due velivoli Il governo indiano ha posto un termine per la decisione finale: dicembre 2011
Incrociamo le dita per il, in parte, nostro Typhoon!

La Natura rivendica ancora una volta il suo sapzio

La Natura rivendica ancora una volta il suo spazio, e di fronte ad essa l'uomo non può che aspettare. Come già un anno fa,l'eruzione di un vulcano in Islanda rischia di bloccare il traffico aereo dell'ovest europa, e l'unica cosa che si può fare è aspettare.
L'aumento esponenziale del traffico aereo, passato presente e futuro, non farà che aumentare i casi in cui i velivoli transitando in zone a rischio dovranno rimanere a terra a causa di capricci della Natura.
La soluzione? voleremo più alti, con velivoli migliori, ma in zone più difficili e alla fine, come sempre, rimarrà solo da aspettare un po' che il cielo torni sereno.

venerdì 20 maggio 2011

un Piaggio in galleria, ma non è uno scooter

Forse non tutti sanno che la Piaggio fa anche aerei, quindi ben venga che Mimmo Paladino abbia deciso di utilizzare il P180 avanti II come tela di una delle sue opere.
Potete trovarlo esposto in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, come indicato in questo articolo fino al 10 luglio.
Se mi capiterà di passarci aggiungerò qualche foto fatta da me a questo post.

giovedì 19 maggio 2011

quanti errori in poche righe

Nel sito di Repubblica si può trovare
questo articolo.
Un articolo che parla di una tragedia, ma questo non dovrebbe dare diritto al giornalista di scrivere strafalcioni.
Il velivolo, un Saab 340 NON è biturbo, al limite turboelica, magari bimotore.
Forse il giornalista si è confuso con le auto della Saab.
Ringrazio poi l'autore che spiega come "congelamento" significhi "eccessivo raffreddamento delle gocce d'acqua". Fortunatamente non è stato questo il problema che ha causato il disastro, come testimoniato da questo articolo in cui si parla semplicemente di "emergenza". Fortunatamente perché l'icing ovvero la formazione di ghiaccio sulle superfici alari (e non sulla fusoliera) e sui comandi di volo è un problema comune a tutti gli aerei a cui si è trovata soluzione molti e molti anni fa, e tutti gli aerei sono dotati di sistemi per evitarlo.
Vi è poi a seguire una precisazione sul carburante che lascia quanto meno perplessi. A che serve dire quanto carburante aveva? tutti gli aerei hanno abbastanza carburante per effettuare un atterraggio in un secondo aeroporto. Mah.

Che dire, non si può sapere tutto di tutto e non pretendo che un giornalista faccia dei corsi speciali per scrivere un articolo, però allo stesso tempo mi lasciano sempre perplesso gli strafalcioni aeronautici sui giornali.