come detto due settimane fa, sono molto più bravo a prendermi degli impegni che a mantenerli.
Fortunatamente nessuno legge questo blog, quindi nessuno è rimasto deluso dalla mancanza del post lunedì scorso.
Il vero problema per me sarà domani, se scriverò un quarto post del lunedì, trovare qualcosa da scrivere... ma a questo penserò domani.
Intanto ecco ben tre articoli, i primi due sono simili, riguardano aerei che hanno cominciato il decollo e lo hanno interrotto.
Avete presente quando siete seduti, cinture allacciate, l'aereo si è mosso, ha fatto un po' di strada, pian pianino, poi si è fermato, poi si è mosso di nuovo facendo una gran curva e si è fermato di nuovo? ecco a quel punto sapete che la prossima cosa che succederà sarà il decollo. Vi mettete comodi, in attesa di essere gentilmente schiacciati contro il sedile dall'accellerazione, sicuri che le fastidiose vibrazioni che salgono dall'asfalto smetteranno appena le ruote si saranno staccate dal suolo.
Pochi forse pensano che quello è il momento più pericoloso di tutto il volo, ma fortunatamente gli aerei e gli aeroporti sono pensati per evitare incidenti anche in questo caso.
Nei seguenti due articoli siamo, appunto, durante il decollo, motori a piena potenza, tutti educatamente seduti in attesa, nel secondo aereo c'erano solo 3 persone, ma va bene lo stesso, quando ecco che uno dei motori si spegne.
Cosa succede poi? Niente. I piloti fanno rallentare l'aereo prima della fine della pista, e tornano buoni buoni a parcheggiarlo all'aeroporto.
Cosa sarebbe successo se la pista non fosse stata sufficiente?
Per decidere se un certo aereo può decollare da un certo aeroporto si fanno vari calcoli, tra qui il fatto che in caso di avaria di un motore possa fermarsi prima della fine della pista, o decollare con un motore solo, sempre prima della fine della pista. Se l'aereo è caricato bene e non ci sono altri problemi non è quindi possibile schiantarsi contro le piante o le case pacificamente in attesa davanti all'aereo.
Se un aereo decolla con un motore solo, sale lentamente, va in una zona precedentemente predisposta per scaricare il carburante, si libera del peso in eccesso (il peso massimo possibile al decollo di un aereo è superiore a quello massimo possibile all'atterraggio, tanto durante il volo consuma carburante) e torna ad atterrare, un voletto di una quarantina di minuti di solito senza nessuna emozione per i passeggeri.
Una piccola perla nel secondo articolo, in cui viene detto che il problema è stata la mancata rimozione di una copertura da un motore, sapete quelle cose che si vedono nei film "remove before flight" ... ecco non era stata tolta!
articolo 1
articolo 2
Il terzo articolo invece parla di un aereo che ha avuto un problema ai flap durante l'atterraggio
I flap sono quei pezzi dell'ala nella parte posteriore che durante il decollo e l'atterraggio si muovono verso la coda e verso il basso.
In pratica fanno diventare l'ala più grande e quindi l'aereo può volare anche a velocità più basse, in questo modo quando le ruote toccano terra i passeggeri vengono sballottati di meno. Durante il volo vengono chiusi perché tanto l'aereo va veloce, e quelli fanno anche una gran resistenza, ossia frenano, e quindi fanno consumare più benzina.
Insomma questo aereo stava atterrando, ha provato ad aprire i flap, ma questi non si sono aperti. Tutto bloccato chiuso.
Il pilota ha chiamato la torre di controllo e ha fatto un atterraggio di emergenza, e indovinate un po'... i passeggeri non si sono accorti di nulla.
Ebbene si! Succede, non così raramente, che l'aereo atterri in emergenza, ma che in realtà noi passeggeri non lo sappiamo. Questo perché gli aerei sono fatti così bene che anche se hanno dei problemi, funzionano bene lo stesso, ma in aeronautica è meglio gridare al lupo e tenersi pronti al peggio anche se poi si tratta solo di un cagnolino coccoloso.
Anche in questo caso l'errore era stato umano, non era infatti stata eseguita una procedura predecollo sul velivolo.
articolo 3
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