Come ripeto spesso, volare è il modo più sicuro per spostarsi, e uno dei motivi per cui è così è la condivisione delle informazioni.
Mi spiego meglio, se voi avete una certa automobile e vi accorgete che, ad esempio, la ruota anteriore destra si consuma più velocemente della sinistra, dopo un po' girate le gomme (se non solo le nuove asimettriche), e magari lo dite a qualche amico con la stessa macchina, o al gommista, ma la storia finisce la.
Poi, dall'altra parte del mondo, un'altra persona con il vostro stesso modello e meno attenzione per i pneumatici fa un incidente a causa della diversa aderenza delle ruote su un fondo scivoloso.
In che modo voi avreste potuto avvertirlo? Ovviamente non potevate farlo.
In aviazione le cose sono ben diverse, se un pilota registra un problema, piccolo o grande che sia, lo segnala, viene studiato l'evento per capirne le cause e valutata una soluzione, vengono poi diramate comunicazioni a tutti gli altri piloti della stessa macchina, del tipo "non fate questo altrimenti succede quello" o "se succede questa cosa fate così e così".
Tutto questo parte da un concetto fondamentale: la condivisione da parte del pilota del problema riscontrato.
Cosa succede ora se una compagnia aerea decide di licenziare in tronco il suddetto pilota, e tutti i componenti dell'equipaggio, a causa di un errore che definisce di distrazione, anche se poi viene fuori che la distrazione c'entra molto poco con la faccenda? Nel migliore dei casi tutti gli altri dipendenti smetteranno di condividere quello che succede loro, per paura di essere licenziati, andando a rompere la catena della sicurezza proprio al primo anello, penalizzando tutti, non solo i passeggeri di quella compagnia.
Questo è quello che è successo alla Qatar Airways, che ha deciso di licenziare i quattro membri dell'equipaggio del Boeing 777 che, decollando da Miami, ha colpito le luci di segnalazione a fine pista.
Due parole sull'incidente:
- non è successo nulla ai passeggeri, che probabilmente non se ne sono nemmeno accorti, ma poteva essere una tragedia. I danni all'aereo e alla pista invece sono ingenti.
- pare che il problema fosse come al solito una serie di sfortunati eventi, tra cui:
- notte buia, ma veramente buia
- piloti stanchi
- indicazioni fuorvianti sulla documentazione (due cose diverse identificate con la stessa cifra T1)
Insomma pare che i piloti non si sono distratti, come sostiene la Qatar, ma per varie ragioni pensavano di essere in un punto diverso da quello in cui in realtà si trovavano.
La comunità internazionale sta biasimando la Qatar per questa scelta, ma è difficile pensare che la comagnia possa tornare sui propri passi. Sicuramente è stato fatto un passo indietro nella sicurezza dei voli.
Per chi volesse leggere un interessante articolo, da cui ho preso spunto per questo post, lo trova a questo link (in inglese)
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