giovedì 3 marzo 2016

Il post del lunedì 8 (in ritardo)

Secondo ritardo su 8 lunedì... molto meglio di quanto pensassi!
Oggi parlo di incidenti in fase di decollo.
Come scritto tante altre volte, incidenti non significa necessariamente che qualcuno si sia fatto male, ma, come in questi casi, solamente che l'aereo abbia avuto un qualsiasi problema che potrebbe ridurre la sicurezza del volo.

Volare è e rimane il modo più sicuro di muoversi, per mantenere questo status le compagnie, soprattutto quelle europee e americane, trattano con la massima priorità anche episodi a prima vista banali. Probabilmente se gli automobilisti facessero lo stesso con le loro auto il numero di incidenti si ridurrebbe di molto.

Il primo caso riguarda il volo SG-517 della Spicejet, effettuato con un Boeing 737-900, registrato com VT-SLD.
In fase di decollo l'aereo ha bucato, manon se n'è accorto nessuno, fino a quando sono stati ritrovati i detriti in pista.
L'equipaggio è stato avvisato, e all'atterraggio era tutto pronto per qualsiasi problema, ma non è successo nulla.
By Nisarg Vyas - http://www.airliners.net/photo/SpiceJet/Boeing-737-9GJ-ER/1578486/L/, GFDL 1.2, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=23276957


Il secondo invece è un caso di bird strike, letteralmente colpo d'uccello o colpiti da un uccello.
Si ha questa situazione, infatti, quando un uccello viene aspirato da uno dei motori, con conseguente collisione ad alta velocità.
Per simulare questo problema in fase di costruzione del velivolo vengono lanciati polli surgelati a circa 80Km/h contro l'aereo.
In questo caso per garantire la sicurezza del volo l'aereo, un Boeing 737-800 della Turkish Airlines, registrato TC-JGG, che già si trovata a oltre 220 km/h, ha interrotto la corsa di decollo, arrestandosi con tranquillità prima della fine della pista, ed è tornato al parcheggio, dove è rimasto fino al termine dei controlli, causando due ore di ritardo al volo TK-973.
By Ercan Karakaş [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)], via Wikimedia Commons



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